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Dove i miliardari fanno shopping di car: dentro Monterey Car Week

Monterey Car Week: auto d'epoca e hypercar su una scogliera costiera con collezionisti eleganti e tenda d'asta al tramonto

Indice

Punti chiave

  • Monterey Car Week è la vetrina mondiale delle car più esclusive: aste, reveal, raduni e consegne uniche.
  • Il valore qui non è solo nel prezzo: è nella storia, nella rarità e nell'esperienza collettiva.
  • Eventi come RM Sotheby's, Quail e Casa Ferrari mettono insieme collezionisti, costruttori e hypercar in modo che poche manifestazioni possono replicare.

Perché Monterey conta

Quando si parla di comprare una car d'eccezione, Monterey è il posto dove tutto succede. Non è solo un insieme di esposizioni: è una concentrazione di produttori, collezionisti e guide che mostrano quali car entreranno nella storia e quali domineranno il mercato futuro.

RM Sotheby's: aste che dettano record

Le aste sono il termometro della domanda per le car più rare. Quest'anno ho visto esemplari che vanno dai classici agli hypercar moderni: F50 con storia unica, F40 LM, LaFerrari e Speedtail con chilometraggi da "time capsule". Queste car attirano offerte non solo per il loro stato, ma per la storia che portano.

Presentatore che indica una Ferrari F50 gialla esposta con il cartello informativo sullo sfondo
La F50 esposta da RM Sotheby's, pezzo forte dell'asta mostrato mentre viene presentato.

Il momento clou? Un Daytona SP3 unico donato alla Ferrari Foundation che ha raggiunto cifre da record. È la dimostrazione che, quando la combinazione tra rarità, storytelling e beneficenza è perfetta, le aste possono superare ogni previsione.

La comunità conta quanto la car

Eventi come Supercar Owners Circle non sono solo parate di car. Sono il luogo dove i collezionisti si incontrano, decidono cosa guidare e mostrano pezzi unici. Paolo lo spiega meglio:

"Le car qui sono un abilitatore; ciò che conta davvero sono le persone, le loro menti, i loro sogni e la passione di guidare queste bellezze."

Il risultato è un mix di volontà di esibire novità e la voglia di condividere la passione per le car con chi la pensa allo stesso modo.

Hennessey, Maverick e la consegna che diventa evento

Con Hennessey ho visto un approccio diverso: la personalizzazione estrema. Il programma Maverick permette ai clienti di creare una car unica, e consegnarla durante Car Week diventa parte del valore percepito.

Cerimonia di consegna di una Hennessey Maverick su una pedana con presentatore al microfono, guidatore nella vettura e pubblico che osserva
La consegna Maverick al Quail: personalizzazione e spettacolo davanti al pubblico.

John Hennessey mette al centro la relazione con i clienti e il lascito del marchio. Come dice lui:

"Queste car saranno qui molto dopo che io non ci sarò più. La legacy conta tanto quanto la potenza."

Una consegna al Quail, con migliaia di appassionati presenti, non è solo scoprire una car: è partecipare a un ricordo condiviso che aumenta il valore emotivo del veicolo.

Guidare la propria dream car: emozione e senso pratico

Guidare una car come l'F50 Giallo Modena non è solo mostrarsi. È sentire ogni cambio, ogni vibrazione, ogni curva. Molti collezionisti tengono certe car per guidarle davvero: per loro la car è fatta per essere vissuta, non solo per stare in un museo.

Pubblico all'asta con sullo schermo la proiezione di una supercar arancione che percorre una strada
La proiezione della supercar in strada — un promemoria che queste auto sono fatte per essere guidate.

Questa è una regola non scritta del mondo delle car: la rarità aumenta il prezzo, ma l'anima della car la mantiene viva.

Asta del Daytona SP3: come si arriva a 26 milioni

Capire perché una car raggiunge cifre così alte richiede guardare tre variabili:

  1. Rarità: un one-off, l'ultimo dei Daytona SP3, è per definizione unico.
  2. Provenienza e scopo: donato per la Ferrari Foundation e presentato come tailor-made per il mercato USA.
  3. Momento: essere battuto a Car Week davanti a collezionisti e media massimizza la concorrenza tra offerenti.

Quando questi elementi si combinano, la cifra può schizzare verso livelli mai visti prima. La vendita del Daytona SP3 lo ha dimostrato senza lasciare spazio a dubbi.

Angolo anteriore di una Ferrari gialla esposta su pedana, con ruota, cofano e parabrezza visibili e prato sullo sfondo
Angolo anteriore della Ferrari gialla esposta: ruota, cofano e parabrezza ben visibili.

Consigli pratici per chi vuole essere parte del gioco

  • Fai le tue ricerche: conoscere la storia di una car può salvare o valere migliaia di euro.
  • Valuta rarità e condizione: un chilometraggio da "time capsule" aumenta l'attrattiva.
  • Partecipa agli eventi: fiere, drive e reveal sono dove nascono le opportunità migliori per trovare car uniche.
  • Esperienza prima di investimento: guidare una car e capirla ti aiuta a conoscere il suo valore reale oltre al prezzo.

Cosa osservare nel futuro delle car da collezione

Alla Pebble Beach Concours ho visto concept e few off series che indicano la direzione futura: tecnologia estrema, materiali innovativi e attenzione all'artigianato. Le car che oggi sono concept potrebbero essere le star delle prossime aste. Il valore non è mai solo meccanico; è culturale e narrativo.

Conclusione

Monterey Car Week è una lezione pratica su come il mercato delle car funziona: rarità, community e messa in scena creano valore. Se il tuo obiettivo è trovare una car speciale, non basta il conto in banca. Serve capire la storia, vivere la car e partecipare agli eventi giusti.

Vuoi saperne di più?

Se sei interessato alle storie dietro le car più esclusive, esplora registri delle collezioni e frequenta i raduni. La vera differenza tra possedere una car e possederne una che conta sta nell'esperienza che la accompagna.

This article was created from the video THIS is Where BILLIONAIRES Go Car Shopping! with the help of AI.

Phenomeno: la nuova car Lamborghini che ridefinisce l'idea di hypercar

Hypercar Phenomeno vista tre quarti, silhouette ispirata al Countach, carrozzeria arancione metallizzata, vano motore in vetro con V12 e dettagli ibridi

Indice

Panoramica rapida

Ho avuto accesso anticipato alla nuova Phenomeno, l'ultima few-off di Lamborghini. Questa car è lunga oltre cinque metri, monta il mitico V12 aspirato da 6.5 litri che sale a 9.500 giri e si affianca a tre motori elettrici per una potenza complessiva dichiarata di 1.080 CV. Solo 29 esemplari saranno prodotti: è una car pensata per collezionisti che cercano un pezzo esclusivo, elegante ma spaventoso nelle prestazioni.

Lamborghini Phenomeno gialla vista anteriore 3/4 che mostra i fari, il paraurti e le linee di design
La Phenomeno in primo piano: linee e dettagli frontali evidenti.

Key takeaways

  • Design: silhouette ispirata al Countach, proporzioni filanti e superfici “iper-eleganti”.
  • Piattaforma: base evoluta del modello di serie, ma con componenti riviste e molte novità tecniche.
  • Powertrain: V12 835 CV + motori elettrici, batteria maggiorata (7 kWh) e 0-100 km/h in 2,4 s.
  • Tecnologia: nuovo sensore 6D al centro di gravità che coordina sospensioni, controllo direzionale e assetto.
  • Edizione limitata: 29 car, ampia personalizzazione Ad Personam e interni in fibra di carbonio.

Come nasce un progetto few-off

Creare una few-off è un esercizio di libertà creativa e sperimentazione tecnica. La Phenomeno è figlia di due decenni di modelli speciali: Reventon, Sesto Elemento, Veneno, Centenario, Sian e Countach moderno. Ogni car di questa linea è un “nuovo brano”: mantiene il linguaggio Lamborghini ma racconta una storia differente, con cura maniacale per superfici, proporzioni e dettaglio.

modello giallo ispirato al Countach nel Centro Stile con designer attorno
Modello ispirato al Countach nel Centro Stile, riferimento evidente alla genesi della Phenomeno.

Il design: hyper-elegant con anima da atleta

Il capo del Centro Stile ha parlato di “hyper-elegant” per descrivere la Phenomeno. Questo concetto si traduce in superfici ampie, una silhouette lunga e filante e dettagli che emergono solo da vicino. La car è pensata per presentarsi in contesti esclusivi come Pebble Beach: deve colpire da lontano e sorprendere da vicino.

“Hyper-elegant means this is like an athlete that is not in his usual sports suit, but he's wearing a nice robe.”

Alcuni elementi di sintesi del design:

  • silhouette lunga e proporzioni filanti (5.014 mm di lunghezza);
  • doppia firma luminosa a Y e geometrie epsilon/hexagon ricorrenti;
  • soluzione integrata per l’ala attiva, con più posizioni per downforce e velocità;
  • canali aerodinamici nascosti che incorporano luci e S-duct per aumentare carico e raffreddamento.
Lamborghini Phenomeno 3/4 anteriore che mostra silhouette lunga e luci a Y
La Phenomeno in vista 3/4: silhouette lunga, proporzioni filanti e firma luminosa.

Meccanica e prestazioni

La Phenomeno non è solo una car bellissima: è anche una macchina tecnica di prim'ordine. Il V12 6.5 litri sviluppa 835 CV e 725 Nm di coppia, con il 80% della coppia disponibile a 3.500 giri. Ai lati del motore termico troviamo un motore radiale posteriore e due motori anteriori (axial flux), ognuno dichiarato per 150 CV e 350 Nm circa. Grazie alla batteria maggiorata da 7 kWh l’apporto elettrico è molto più significativo rispetto alla precedente generazione.

  • Potenza complessiva: 1.080 CV.
  • 0-100 km/h: 2,4 s (accelerazione record per il marchio).
  • 0-200 km/h: 6,7 s.
  • Velocità massima: >350 km/h.
  • Peso indicativo: ~1.770 kg, rapporto potenza/peso ~1,64 CV/kg.
  • Cambio: DCT 8 rapporti con continuous downshifting per gestione ottimale dei giri motore.
Lamborghini Phenomeno vista posteriore gialla con luci a Y e prese d'aria sul cofano, presentatore in piedi accanto
Vista posteriore della Phenomeno: luci a Y e cofano motore ben visibili.

Tecnologia di guida: il nuovo sensore 6D

Una delle novità più interessanti è il sensore 6D posizionato al centro di gravità. Questo sistema monitora in tempo reale longitudinal, lateral e vertical accelerations, pitch, yaw e roll. Il risultato è una coordinazione più intelligente di sospensioni, trazione e controllo direzionale che rende la car più precisa e reattiva sia in pista che su strada.

Altre componenti chiave che migliorano la dinamica:

  • freni CCMR Plus derivati dall’esperienza Le Mans;
  • ruote 21” anteriori e 22” posteriori con pneumatici Bridgestone Potenza Sport; opzione track-legal;
  • sospensioni rimodulate e ammortizzatori regolabili manualmente per adattare la risposta della car.
Profilo laterale della Lamborghini Phenomeno gialla con il presentatore che indica la vettura
Il profilo completo della Phenomeno mentre spiego le novità tecniche.

Interni e personalizzazione

Gli interni seguono la filosofia “feel like a pilot”: sedili in fibra di carbonio, pannelli e consolle in carbonio pieno e un trattamento estetico e funzionale pensato per esaltare la sensazione di controllo. Ci saranno dettagli luminosi ambientali e superfici definite che richiamano il tema esterno.

Con pochi esemplari disponibili, la personalizzazione Ad Personam diventerà un elemento distintivo: colori esclusivi, combinazioni di finiture e scelte bespoke che renderanno ogni car un pezzo unico nella collezione di un cliente.

Per chi è questa car?

La Phenomeno è pensata per chi colleziona auto d’arte e performance: clienti che vogliono una car da esposizione in concorsi, ma che chiedono anche la capacità di spostarsi rapidamente e con precisione quando serve. È una car che unisce eleganza visiva e tecnologia estrema, perfetta per essere mostrata in eventi esclusivi e per essere guidata ad alte prestazioni quando l’occasione lo richiede.

Come seguire l’evoluzione

Sto raccogliendo tutte le informazioni e le configurazioni su una piattaforma dedicata alle few-off, dove vengono tracciati dettagli tecnici, numeri di telaio e scelte di personalizzazione. Se siete appassionati di car rare, è il posto giusto per consultare dati e confrontare esemplari, con aggiornamenti su presentazioni ufficiali come quella prevista a Pebble Beach.

Conclusione

La Phenomeno è una dichiarazione: una car che racconta il passato di Lamborghini attraverso il Countach e il Kuntash, ma che spinge la tecnologia verso nuove frontiere con il 6D sensor, la ibridazione potente e componenti mutuati dal motorsport. È elegante da lontano, sorprendente da vicino e feroce quando lo schiacci sull’acceleratore. Per chi ama le car, è un oggetto del desiderio e uno spunto su come design e ingegneria possano convivere in modo spettacolare.

This article was created from the video SECRET'S OUT! Revealing the New LAMBORGHINI FENOMENO with the help of AI.

The migliori car del mondo al Goodwood Festival of Speed: guida essenziale alla Supercar Paddock

Panoramica del Supercar Paddock al Goodwood Festival of Speed: decine di hypercar esclusive su prato inglese al tramonto con riflessi e pubblico

Ogni anno Goodwood trasforma un campo inglese in un santuario per le car più iconiche, estreme e sorprendenti del pianeta. Qui trovi novità, prototipi e leggende che ruggiscono tutte insieme: Koenigsegg, Pagani, Ferrari, McLaren, Lamborghini, Zenvo e molti altri. Ho passato la giornata tra stand, partenze e ritorni, e ho messo insieme quello che conta davvero se ami le car e vuoi capire perché la Supercar Paddock è un’esperienza unica.

Panoramica della linea di supercar colorate parcheggiate sulla passerella con spettatori in piedi ai lati al Goodwood Festival of Speed.
Fila di supercar e pubblico: la varietà del Supercar Paddock.

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Punti chiave

  • Varietà: oltre 50 car di ultima generazione, tra produzioni limitate e prototipi rari.
  • Spettacolo: il suono dei motori e la disposizione delle car trasformano la visita in performance live.
  • Prime uscite: prototipi come la Zenvo Aurora e debutti nazionali (es. Ferrari F80) attirano l’attenzione per design e ingegneria.
  • Atmosfera pratica: se vai, prepara auricolari, pianifica il percorso e dedica tempo alle aree stand oltre alla hill climb.

Cosa vedere assolutamente

Koenigsegg: potenza, storia e follia tecnica

Koenigsegg ha messo in mostra alcune delle sue opere più estreme. La Sadez Spear, derivata dalla piattaforma Jesko, è un esempio di come la tradizione della sportività si sposi con un’aerodinamica estrema. Il CC850, con la sua ispirazione al CC8S e la soluzione innovativa del cambio, conferma l’approccio ingegneristico unico del marchio.

Vista frontale nitida di una Koenigsegg esposta al Supercar Paddock con pubblico e stand sullo sfondo.
La Koenigsegg in primo piano al Supercar Paddock, perfetta per mostrare il carattere del marchio.

Pagani Utopia Roadster: artigianato e poesia

La Pagani Utopia Roadster è un oggetto d’arte su ruote. La qualità dei materiali, dettagli come l’interno in Loro Piana e la scelta delle finiture fanno capire perché certe car non siano solo macchine, ma sogni realizzati. Vedere una consegna cliente qui, all’aperto e al sole di Goodwood, è qualcosa che rimane impresso.

Ferrari F80: una nuova icona V6

La F80, pilotata da uomini di grande esperienza, mostra il futuro del marchio con un propulsore V6 e il carattere Ferrari che tutti conosciamo. È la prima apparizione in UK, e il suo sound, soprattutto in accelerazione, è una dichiarazione: le car stanno evolvendo, ma l’anima rimane.

Retro della Ferrari F80 con targa identificativa e diffusore mentre percorre il viale del Goodwood Supercar Paddock.
La Ferrari F80 mentre lascia il paddock: la targa F80 è ben visibile.

Zenvo Aurora: dal concept alla pista

La Zenvo Aurora ha fatto la sua prima prova dinamica proprio qui. Vedere un prototipo così meticoloso salire la collina pur con limitazioni di regime è la dimostrazione del lavoro enorme dietro le quinte: monoscocca in carbonio, motore Mahler V12 sei punto sei, quad-turbo e una filosofia di progettazione votata alle prestazioni estreme. Questo è il tipo di car che ti ricorda quanta ingegneria ci sia in ognuno di questi progetti.

Primo piano di una supercar camuffata (Zenvo Aurora) che esce dal paddock, con bandiere a scacchi e il pubblico sullo sfondo.
La Zenvo Aurora camuffata mentre lascia il paddock per la prova in collina.

Il fattore suono e presenza

Se ti interessa l’esperienza sensoriale, la Supercar Paddock non delude. Alcune note che ho raccolto:

  • T50 e T33 di Gordon Murray: probabilmente tra le car con il migliore sound del paddock, grazie al loro motore ad altissimi regimi e alla filosofia minimalista dell’interfaccia pilota.
  • Bugatti W16: il Volide (o Moliad) con il W16 lascia tracce sonore e una presenza fisica difficili da eguagliare.
  • Electric hypercar: Rimac Nevera R e Lotus Evija (Avaya) dimostrano che anche le car elettriche possono essere spettacolari in accelerazione e show dinamico.

Stand e consegne: il dietro le quinte che piace

Gli stand sono momenti didattici più che vetrine: vedere la monoscocca di una Zenvo, il layout termico di una Pagani o le soluzioni aerodinamiche di una Koenigsegg ti fa capire cosa cambia tra una car da sogno e una car da serie limitata. Le consegne clienti (Pagani Utopia, Praga Bohema) aggiungono quell’emozione “dal vivo” che solo un evento come Goodwood può dare.

Consigli pratici per chi arriva

  1. Arriva presto se vuoi fotografare le car in esposizione e seguire le partenze.
  2. Prepara cuffie o tappi: il volume è alto ma fa parte dello spettacolo. I tappi ti permettono di godere senza dolore alle orecchie.
  3. Pianifica gli stand: alcuni marchi hanno spazi più articolati; se c’è una car che non vuoi perdere, controlla dove si trova lo stand e gli orari di roll-out.
  4. Abbigliamento: impermeabili leggeri e scarpe comode. Il tempo può cambiare, e camminerai molto tra car e collina.
  5. Fotografia: fai scatti ravvicinati agli interni e ai dettagli tecnici quando possibile; quei dettagli raccontano storie che le foto grandangolari non riescono a cogliere.

Line-up e ricapitolazione

In poche parole: la Supercar Paddock è una collezione vivente di ciò che oggi è possibile fare con la tecnologia, il design e l’artigianato sulle quattro ruote. Tra prototipi (Zenvo Aurora), prime uscite nazionali (Ferrari F80), riedizioni leggendarie (CC850) e hypercar elettriche che riscrivono le regole, Goodwood resta il posto dove ogni appassionato di car dovrebbe passare almeno una volta.

Se ami le car per il suono, l’ingegneria o l’idea stessa di “cosa vuol dire spingersi oltre”, questo è il luogo giusto. Tornerei domani, e probabilmente il giorno dopo.

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La mia nuova car: raccogliere la Ferrari SF90 XX che ho sognato

Ferrari SF90 XX verde metallizzato con PPF effetto green diamond e dettagli oro su un circuito storico al tramonto

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In breve: cosa rende speciale questa car

  • Edizione limitata: SF90 XX Stradale, una delle 799 coupé.
  • Specifiche estreme: oltre 1000 CV, aerodinamica da pista e dettagli Atelier su misura.
  • Bespoke e protezione: vernice Verde Corsa metallizzata, finiture Orochiaro e PPF con effetto “green diamond”.
  • Prima guida: i primi chilometri su un circuito storico, poi autostrada fino al museo personale.

Perché questa car è stata un sogno che si è avverato

Ho sempre considerato le special series come il culmine del pensiero Ferrari: non sono semplici versioni più potenti, ma tutte le espressioni finali di una piattaforma, pensate per emozionare. Con la SF90 XX la filosofia XX, nata per piste private e clienti appassionati, è finalmente arrivata su strada. La mia scelta di spec ha seguito due regole: urlare carattere e raccontare una storia.

La storia dietro il colore e il concept

Ho scelto Verde Corsa metallizzato come omaggio alle prime sperimentazioni ibride di Maranello e alla mia memoria del Salone di Ginevra. Il contrasto è stato studiato con l'Atelier: Orochiaro sui cerchi, sulle grafiche e in alcuni dettagli interni, per richiamare una tradizione ma restare sorprendente. Ogni elemento è pensato per funzionare insieme, dalla livrea fino alle cuciture dei sedili.

Ferrari SF90 XX Verde Corsa mentre viene scoperta dal telo rosso, vista frontale con dettagli aerodinamici
Lo svelamento: la livrea Verde Corsa e i dettagli Orochiaro emergono.

Preparazione: perché la protezione è fondamentale

Una car così richiede due cose fondamentali prima della consegna: protezione estetica e personalizzazioni non irreversibili. Per questo ho portato la vettura in un centro specializzato dove abbiamo effettuato il classico lavaggio di preparazione, ispezione sotto luce e l’applicazione del Paint Protection Film su ogni pannello.

Il processo PPF passo dopo passo

  1. Pulizia profonda con prodotti specifici per rimuovere contaminanti.
  2. Ispezione sotto luce per identificare difetti da correggere.
  3. Applicazione di template dedicati per ogni pannello e posa della pellicola con soluzione di scorrimento.
  4. Tuck delle estremità e controllo qualità finale per eliminare bolle e segni.
Interno del centro Topaz con bottiglie di prodotti per detailing e tecnico davanti alla parete brandizzata
Nel centro Topaz: prodotti e strumenti usati per il lavaggio e l’applicazione del PPF.

In aggiunta al PPF standard abbiamo scelto una variante tinta per le superfici in carbonio: una pellicola con micro-fleck oro e verde che conferisce profondità e un effetto iconico senza dover ordinare opzioni costosissime dalla fabbrica.

La rivelazione e il primo giro su una pista iconica

La consegna è stata organizzata in un luogo che evoca la storia del motorismo britannico: una pista storica famosa per le sue foto e i suoi giri veloci. Tirare via il telo e vedere la car in piena luce nel verde della vernice è stata una vera emozione. I dettagli finiti, il grosso alettone fisso e i cerchi Orochiaro trasformano la presenza in qualcosa di teatrale.

Ferrari SF90 XX verde vista posteriore con alettone fisso e cerchi color oro
La SF90 XX appena svelata: il grande alettone e i cerchi Orochiaro in piena luce.

La prima guida: cosa aspettarsi

  • Il sound è molto diverso rispetto alla SF90 di serie. È più aggressivo e ricorda alcune caratteristiche tipiche dei V12.
  • La posizione di guida è molto bassa; la car è progettata per essere connessa all’asfalto e questo si sente.
  • Sull’asfalto pubblico bisogna essere cauti: la XX ha un assetto e uno sbalzo che la rendono incline a “strusciare” su cordoli e dossi.

Dettagli interni e easter egg

All’interno la car è essenziale ma rifinita con cura. Alcantara nera, sedili in carbonio leggeri e inserti Orochiaro che riprendono l’esterno. Piccoli tocchi, come la placca delle specifiche alloggiata nello spazio anteriore e il tricolore sullo schienale, raccontano la storia delle scelte Atelier. Sotto ogni dettaglio si percepisce il lavoro fatto per creare una macchina che sia personale e riconoscibile.

Vista interna della Ferrari SF90 XX con porta aperta, sedile in carbonio, volante e placca Atelier sulla soglia
Gli interni essenziali: sedili in carbonio, Alcantara e la placca Atelier visibile sulla soglia.
Se lo puoi sognare, lo puoi fare.

Questa frase incisa negli ingressi è un promemoria: una car progettata con passione è la somma di molte scelte, non di una sola.

Consigli pratici per chi possiede o sogna una car di questo livello

  • PPF esteso: non limitarsi alla carrozzeria, considerare anche il parabrezza con prodotti specifici per vetri. Evita costose sostituzioni future.
  • Proteggi il carbonio: una pellicola tinta dà profondità senza cambiare irreversibilmente la vettura.
  • Accessori reversibili: usa supporti rimovibili per la targa anteriore per non forare la vernice.
  • Accettare i compromessi: un’auto focalizzata sulle prestazioni avrà limiti pratici, come altezza da terra minimale e sedili meno “comodità quotidiana”.

Conclusione e prossimi passi

Raccogliere questa car è stato il risultato di scelte ragionate: spec che raccontano una storia, protezioni intelligenti e una consegna con momento simbolico su pista. Ora inizia il periodo di assestamento: conoscere la macchina, adattarsi alla sua natura e godersi ogni chilometro con rispetto. Nei prossimi mesi condividerò più osservazioni sul confronto con altre car della collezione e su come evolve la manutenzione specifica di una SF90 XX.

Cosa porto con me

  • Attenzione ai dettagli e protezione preventiva.
  • Curiosità per capire come la car si comporta giorno dopo giorno.
  • La volontà di mantenere l’equilibrio tra uso emozionale su pista e cura per il valore nel tempo.

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La car segreta: la Sian che non doveva esistere

Prototipo unico Lamborghini Sian ibrida su pista di prova al crepuscolo con pannello posteriore traslucido che rivela moduli supercapacitor e segni di collaudo

Indice

Punti chiave

  • Unica: prototipo di sviluppo della Lamborghini Sian, uscito dalla catena dei demolisci.
  • Storia operativa: oltre 47.000 km di test e omologazioni, usata per emissioni e velocità massima.
  • Tecnologia: primo approccio Lamborghini all'ibrido con supercapacitor, V12 6.5 L da 785 CV + 34 CV elettrici.
  • Esperienza: su strada è un'esperienza sensoriale — rumore, reattività e carattere puro.

Questa car non è un'auto qualunque. È il primo prototipo ibrido costruito da Lamborghini, progettato per spingere al limite design e tecnologia prima di dare il via alla produzione. Invece di finire al macero, è entrata in una collezione privata e oggi racconta il suo passato fatto di test, corse ad alta velocità e chilometri inutili a provare affidabilità.

Lamborghini Sian prototipo blu vista tre quarti in un garage collezione
La Sian prototipo vista in garage, nella sua interezza.

Perché questa car è unica

Molti produttori costruiscono prototipi per sviluppo e omologazione. Normalmente quei veicoli vengono distrutti. Questa car, invece, è sopravvissuta. È stata costruita alla fine del 2019 come chassis 2020 e ha accumulato 47.300 km — una cifra che per una Sian è praticamente senza pari.

Durante i primi chilometri la vettura è stata guidata dagli ingegneri per verifiche iniziali. Poi è stata usata per i test di emissione fino a 3.000 km e successivamente è andata a Nardò per sessioni ad oltre 300 km/h. Dai 8.000 km in poi è stata impegnata in quella che l'industria chiama accumulazione chilometrica, ovvero cicli quotidiani per scoprire eventuali punti deboli prima che le vetture arrivassero ai clienti.

cruscotto digitale Lamborghini Sian mostra 047287 km chiaro e nitido
Il cruscotto digitale della Sian con il contachilometri a 47.287 km, prova dell'intenso utilizzo.

Dettagli di conservazione

  • Il corpo macchina mostra tracce d'uso e piccole imperfezioni, coperti da una pellicola protettiva colorata che preserva la vernice originale.
  • Alcune parti esterne sono state rinforzate in fase di test, come lo splitter anteriore, unico su questo esemplare.
  • L'abitacolo mantiene componenti 3D printed e protezioni interne per limitare l'usura tipica del testing intensivo.

Specifiche essenziali

  • Motore: V12 aspirato 6.5 litri, 785 CV dalla sola combustione.
  • Sistema ibrido: supercapacitor + motore elettrico 48 V, +34 CV per un totale di 819 CV.
  • Cambio: 7 marce ISR (automated manual), paddle al volante.
  • Coppia: circa 720 Nm, trazione integrale permanente.
Dettaglio copertura motore V12 Lamborghini con targhetta
Dettaglio della targhetta V12 sulla copertura motore, esplicativo delle specifiche.

Come si guida questa car

La Sian prototipo conserva l'anima ruvida di una supercar: tre modalità di guida — Strada, Sport e Corsa — e una trasmissione che richiede rispetto. Il cambio ISR non è un doppia frizione moderno: si guida come una manuale robotizzata, con piccoli accorgimenti al gas per avere partenze pulite.

Il sistema a supercapacitor lavora sotto i 130 km/h, aiutando nelle partenze e nelle manovre a bassa velocità per rendere più dolce la gestione della frizione singola. In pratica, la car guadagna in prontezza e reattività senza sacrificarne il carattere meccanico.

tunnel centrale Lamborghini Sian touchscreen e pedali vicino al piede
Tunnel centrale e touchscreen, con il piede vicino ai pedali: i comandi che senti in marcia.

Comportamento su strada

  • Su percorsi aperti la car è spettacolare: il V12 sale a oltre 8.700 rpm con un crescendo sonoro notevole.
  • Le modalità sportive esaltano i crackle e le scariche sonore in rilascio, un elemento fondamentale dell'esperienza sensoriale.
  • Il comfort è spartano: sedili fermi, poco spazio per effetti pratici e una forte sensazione di essere al volante di un'auto da occasione speciale.

La sua storia: chilometraggio e usi

Il percorso operativo di questa car racconta molto del processo industriale dietro a un modello di punta. Dopo le prime prove interne, è stata impiegata per omologazioni di emissione, poi per test di velocità massima e infine per un lungo periodo di accumulazione chilometrica in condizioni di uso reale.

È raro trovare una Sian con chilometraggio così elevato; la maggior parte delle unità cliente resta pressoché ferma nelle collezioni. Questa car, invece, porta con sé dati tecnici e una storia che la rendono preziosa anche per i futuri eventi di concorso d'eleganza.

Lamborghini Sian blu vista frontale tre quarti parcheggiata su pavimentazione rossa
La Sian nella sua interezza: linee e proporzioni del prototipo.

Perché questa car conta

Oltre al valore storico e collezionistico, questa car è significativa perché segna l'ingresso pratico di Lamborghini nell'era ibrida con una soluzione alternativa alle batterie tradizionali. Il supercapacitor offre densità di potenza, rigenerazione rapida e un comportamento unico a bassa velocità.

In ottica futura, vetture come questa diventano pezzi di riferimento: mostrano le scelte tecniche, le modifiche nate dalla prova sul campo e l'approccio di un marchio verso regolamentazioni e performance.

Conclusione

Sono grato al collezionista che ha permesso a questa car di continuare a vivere sulle strade. Guidarla significa toccare con mano una fase di transizione per i motori ad alte prestazioni: un mix di vecchia scuola meccanica e nuove soluzioni energetiche. È una testimonianza vivente di come nasce e si affina una supercar, dall'idea al cliente.

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